Il diavolo, è noto, si nasconde nei dettagli. Nella ristrutturazione di una casa sono infatti le piccole cose a fare grandi differenze in termini di estetica e funzionalità.
Un esempio? Il battiscopa.
Un elemento sottovalutato, scelto spesso con fretta e poca attenzione, ma che può cambiare l’impatto visivo di un’intera stanza. La sua funzione è quella di prevenire l’usura del muro, parando i colpi di scarpe e strumenti per la pulizia, ma anche di incorniciare al meglio il rivestimento scelto per i pavimenti regalando armonia e coerenza agli spazi. Non è una scelta semplice né scontata. Ad ogni ambiente e ad ogni pavimento spetta il proprio battiscopa.
Come scegliere quello più adatto alla propria casa, quindi? Ecco la nostra guida.
Abbinamento
La prima scelta da fare, quando si decide che tipo di battiscopa applicare all’interno di una casa, è se abbinarlo al pavimento o alle porte. Questa è la regola aurea di ogni architetto. Sì, perché applicare un battiscopa totalmente incoerente, come colore e materiale, sia rispetto al pavimento che alle porte può creare un senso di disarmonia e caos nell’ambiente. Normalmente, se il pavimento è in parquet, si predilige accostare il battiscopa a quest’ultimo. Si sceglierà quindi dello stesso legno e della stessa sfumatura, più o meno alto a seconda dei gusti del cliente. Questa è una scelta “senza tempo”, semplice e che difficilmente stancherà negli anni. L’alternativa, come anticipato, è abbinare il battiscopa alle porte utilizzando se possibile lo stesso materiale (ad esempio il legno) o mantenendo solo l’abbinamento nel colore (ad esempio il bianco). Se le porte sono bugnate si può pensare di applicare un battiscopa lavorato o cesellato alla stessa maniera, se invece sono lisce o filomuro meglio propendere per un battiscopa minimalista e quasi invisibile.
Consigli utili
La scelta di abbinare il battiscopa alle porte è molto utile nel caso in cui in casa esistano diverse tipologie di pavimento in spazi aperti e confinanti tra loro. Ad esempio nel caso in cui in salone sia stato posato il parquet mentre nella cucina (magari open space o comunque a vista) gres, marmo, piastrelle o pietra. In questo caso per evitare che il battiscopa abbinato al parquet “cozzi” con gli altri pavimenti presenti in casa si può scegliere di utilizzarne uno solo, ma abbinato agli elementi verticali dello spazio, che saranno quindi il punto di raccordo tra tutti gli ambienti.
Altezze e lavorazioni
Per quanto riguarda altezza e lavorazione del battiscopa anche questo piccolo elemento viene fortemente influenzato dai trend del momento. Per molti anni, soprattutto prima dei 2000, la tendenza era quella di un battiscopa sottile e poco evidente. Spesso in casa si trovavano battiscopa piccolissimi, come delle piccole cornici, decisamente poco funzionali per la prevenzione dell’usura del muro. Nei roaring ’20, dove l’opulenza è diventata il marchio di fabbrica in termini di interior design, il battiscopa diventa protagonista assoluto degli spazi. Il trend attuale, quindi, lo vuole in legno, alto e molto lavorato. Questa tipologia di battiscopa si sposa bene con porte bugnate ed elementi in boiserie, ricchi di dettagli. Anche il colore bianco non è più scelta così scontata. Se gli elementi verticali cui è abbinato sono colorati si può pensare di realizzarlo nelle stesse tonalità e sfumature, creando delle cornici variegate. Veramente all’avanguardia, poi, è la scelta di un battiscopa filomuro. Questo risulta pulito, rigoroso, privo di alcun ingombro aggiuntivo. Richiede di essere inserito con grande maestria e competenza, un po’ come avviene con le porte filomuro, ma il risultato è di grande impatto estetico. Questo battiscopa si presta ad essere inserito assieme ad elementi come le luci led, per creare un atmosfera di fascino che accompagni la camminata sull’intera pavimentazione.
