Ville sul mare. Chi non ne vorrebbe una? L’estate è tempo di sole e spiaggia. E il mare è la meta preferita per le vacanze, ma è anche un segno distintivo del paesaggio mediterraneo con cui importanti archistar si sono confrontate per realizzare i loro progetti, ponendosi la seguente domanda: come mettere in relazione un’architettura con l’infinita linea blu dell’orizzonte?
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Ville moderne sul mare: la top 5
Nella Top 5 ville sul mare, la prima architettura è italiana, ma nella selezione non si trova solo il Mediterraneo. Tutte le case sono costruite in luoghi caldi, dove la brezza marina risulta una componente fondamentale, per cui le aperture verso il mare non diventano solo viste e prospettive ma anche elementi funzionali al comfort.
La superficie ondosa rappresenta un vero e proprio elemento spaziale che è connesso all’architettura. Ecco la Top 5 delle case sul mare di cui riscoprire l’interior design e la profonda connessione che esiste tra architettura e paesaggio:
Villa Malaparte di Adalberto Libera (con contributi di Curzio Malaparte), 1942
Eames House (Case Study House No. 8) di Charles e Ray Eames, 1948
Muralla Roja di Ricardo Bofill, 1973
Casa 4×4 di Tadao Ando, 2004
Casa Ktima di Camilo Rebelo e Susana Martins, 2014
1. Villa Malaparte di Adalberto Libera: una scala verso il mare
Più che una villa sul mare è una villa a strapiombo sul mare. Infatti, una delle componenti che ha contribuito a far diventare Villa Malaparte una delle case più iconiche e audaci dell’architettura moderna è sicuramente la sua posizione spettacolare, su un promontorio dell’isola di Capri.
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Commissionata dallo scrittore Curzio Malaparte all’architetto Adalberto Libera, rappresenta un importante esempio di connubio tra architettura e paesaggio naturale. Il percorso per raggiungere la terrazza e il suo rapporto con l’orizzonte marino sono i due nodi per comprendere il fascino di questa famosa costruzione.
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La villa è strutturata su due piani. Il principale è diviso perfettamente in due: da una parte le camere da letto e lo studio di Malaparte, dall’altra un grande salone. Qui si aprono ampie finestre, di diverse dimensioni, contrapposte su entrambe le facciate laterali, in modo apparentemente casuale, ma al contrario posizionate per costruire una sequenza di visuali con il preciso compito di “costruire” il paesaggio.
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Villa Malaparte è apparsa in numerosi film, diventando una delle location più famose del cinema. È stata utilizzata, ad esempio, nel film del 1963 “Il disprezzo” (Le Mépris) diretto da Jean-Luc Godard, con protagonista Brigitte Bardot. Sul tema puoi leggere anche l’articolo Cinema e design, 10 film di cui riscoprire gli arredi iconici.
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